La biografia segreta dell’autrice, dov’è raccontato tutto quello che accadde “dietro le quinte” e i suoi rapporti con il Mistero e la sincronicità.

Gli inizi

Carmen Margherita Di Giglio è stata scrittrice sin dall’infanzia. Aveva solo nove anni quando suo nonno le regalò 100 lire per comprarsi un quadernetto e lei vi cominciò a scrivere il suo primo romanzo. Da allora ha scritto numerosi romanzi storici, poesie, opere teatrali e racconti, che per lunghi anni ha tenuto nascosti, condividendoli solo con pochissimi amici fidati.

“Sei nata per fare la scrittrice” le dice il suo professore di lettere del ginnasio e le dà l’indirizzo di un editore a cui rivolgersi. Ma a lei non interessa pubblicare e dimentica il foglietto con l’indirizzo tra le pagine di un’antologia. Intanto, tra le mura familiari, Carmen respira un’atmosfera piena di canto e di musica…

«Mia madre e mia nonna materna avevano una straordinaria voce di soprano lirico, perfettamente impostata senza alcuno studio, mentre mio padre, insegnante ed ex ufficiale dell’esercito, suonava a orecchio il pianoforte, in modo davvero incredibile! Anch’io avevo cominciato a suonare e a cantare per gioco. In quei giorni, insieme all’amore per la scrittura e per i libri, quella per l’opera lirica era la mia grande passione!»

A 14 anni, il suo nonno paterno (quello che le aveva regalato il famoso quadernetto), accortosi delle sue qualità vocali fuori dell’ordinario, riesce a farle avere un’audizione presso un’insegnante dello storico Conservatorio San Pietro a Majella. “Che talento!” esclama quest’ultima dopo averla ascoltata. E colpita dalla musicalità, dalla padronanza scenica della ragazzina e dall’imposto naturale della sua voce, già quasi perfetto anche senza studi propedeutici, la introduce immediatamente sulle scene, inserendola come soprano in un coro  e affidandole ben presto dei piccoli ruoli da solista.

Dopo le prime particine, Carmen viene subito notata dagli esperti e ingaggiata per spettacoli più importanti come soprano concertista, raccogliendo ovunque successi e il favore del pubblico.

All’età di 18 anni, Carmen, che nel frattempo aveva conseguito la Maturità Classica e continuato a scrivere in segreto i suoi romanzi storici, chiude tutti i suoi scritti in una scatola  e decide di dedicarsi esclusivamente al canto e agli studi di conservatorio, che terminerà alcuni anni dopo, al conseguimento del diploma.

Ma dietro i luminosi successi, i riconoscimenti e gli applausi, c’è una nube scura che incombe minacciosa. Intorno ai vent’anni, a causa di un insegnamento tecnico scorretto e di un’errata classificazione vocale da parte della sua insegnante, la sua voce sembra essere perduta per sempre.

A 18 anni, durante una rappresentazione dello "Stabat Mater" di G. B. Pergolesi, nel ruolo principale di soprano

La sfida

«Quando scoprii che non avrei mai più potuto cantare, piansi per giorni e giorni. Non avevo nemmeno vent’anni e mi sembrava di aver perso ogni ragione di vivere.»

“La sua insegnante le ha distrutto completamente la voce” le aveva detto l’otorino. “Non c’è più niente da fare. Si dimentichi per sempre del canto. Pensi piuttosto a fare il Presidente della Repubblica.”

Lei però non si arrende. “Il Presidente della Repubblica lo farò semmai quando arriverà il momento” ribatte decisa di fronte al sarcasmo del medico, “ma ora devo cantare e le assicuro che la mia voce tornerà!”

Dopo essersi autoimposta un lungo periodo di silenzio forzato per permettere all’organo vocale di rigenerarsi, si impegna a ricostruire la propria voce con quella determinazione che è uno dei suoi tratti distintivi, seguendo corsi di perfezionamento con altri maestri e approfondendo lo studio delle tecniche di canto, dalle più antiche alle più attuali, al punto da diventare col tempo una raffinata esperta nel settore, non solo in ambito lirico, ma anche moderno. E così facendo, riesce davvero a ritrovare la voce perduta e persino a potenziare ciò che madre natura le aveva inizialmente donato. 

Io non perdo mai: o vinco o imparo

– Nelson Mandela

Col tempo la sua voce, senza perdere la straordinaria agilità ed estensione naturale in zona sopracuta, comincerà infatti a estendersi anche nell’ambito del contralto e nei registri di petto; il timbro, già forte e penetrante di natura, acquisterà una potenza davvero straordinaria. “La grazia dell’usignolo e la potenza del tuono!” diranno di lei i suoi ammiratori.

La Grande Svolta

Passano molti anni, Carmen continua a cantare e a riscuotere i consensi del pubblico entusiasta, esibendosi in Italia e all’estero; insegna Canto nelle scuole e nei Licei musicali e si cimenta con successo anche come attrice di prosa.

«Eppure la mia vita non era completa, la mia personalità artistica più profonda, in parte inespressa. Vivevo come in superficie, sempre attenta a curare la qualità del suono e le arti sceniche, soggetta al consenso del pubblico e ai capricci dei direttori e dei registi, come tutti i cantanti lirici d’altronde. Ma con il mio carattere indipendente e determinato e con le mie idee musicali e interpretative forti e decise, era un po’ come indossare una camicia di forza. Non sono nata per obbedire, questo è tutto.»

Quand’ecco, un giorno, entrare nella sua vita il Mistero, sulle soglie di quella che lei chiamerà la Grande Svolta… Un susseguirsi di avvenimenti inspiegabili e insoliti,  una serie di strane coincidenze ed eventi sincronici, sembrano quasi perseguitarla nella vita di veglia. Di notte, un personaggio misterioso continua ad apparirle in sogno, mostrandole sterminate biblioteche contenenti antichi manoscritti e conducendola attraverso un passato lontano secoli.

«Chi era quello strano personaggio che si era presentato nei miei sogni? Si era definito “editore”. Allora sapevo a malapena cosa fosse un editore. Uno che pubblica libri, sì… ma quanto al resto ne avevo solo una vaga idea e tutto sommato non mi interessava affatto saperlo. Facevo il soprano, calcavo le scene da lungo tempo e i miei scritti li avevo messi da parte all’età di 18 anni, come se non mi appartenessero più. Ero terrorizzata da quei sogni, da quelle biblioteche immense, sterminate come l’aldilà, entro cui pareva essere custodita tutta la sapienza dell’umanità. Sapevo che quelle visioni mi stavano conducendo verso una strada sconosciuta, nel tentativo, forse, di far riemergere una parte di me che era stata a lungo sepolta. Eppure ero terrorizzata da tutto ciò che mi stava accadendo. Nel mio intimo sentivo che un percorso era terminato, tuttavia non avrei mai lasciato il canto. Mai, per nessuna ragione al mondo!»

Nei primi anni del 2000 Carmen si reca in Germania per una serie di concerti. Si ritrova così nei luoghi in cui era ambientato il suo ultimo romanzo, quello che aveva chiuso in una scatola a 18 anni senza mettervi neppure un titolo (e che un giorno diventerà Lo scrigno di Ossian). E proprio in quei luoghi fatali, la passione per la scrittura riemerge, fino a diventare sempre più forte e irresistibile.

«Improvvisamente, sotto il cielo tedesco, sentii che tutto era cambiato: non mi interessavano più gli applausi, le luci della ribalta, i complimenti del pubblico e gli abiti con lo strascico. Volevo passeggiare da sola nei luoghi dei miei personaggi, entrare più profondamente nelle loro motivazioni e nei loro percorsi psicologici e poi ritornare nella mia stanza, chiudermi a chiave come facevo da bambina, e continuare a scrivere di loro e con loro. Questo era tutto ciò che desideravo nella vita.»

Dopo un lungo alternarsi di esitazioni e incertezze, ecco arrivare alla fine la decisione definitiva.

«Non è stato facile. Quella di lasciare le scene liriche è stata una decisione presa dopo un lungo processo di riflessione. La mia voce era in ottima forma, diventava sempre più sicura e completa, tuttavia dopo tanti anni di carriera nel canto, sentivo di avere ormai ultimato un servizio e completato un percorso. Dovevo riprendere il legame con quell’altra me stessa che per tanti anni avevo voluto dimenticare. Dovevo riprendere a scrivere, e non avrei potuto farlo continuando a svolgere un’attività così esclusiva e totalizzante come quella del canto lirico.» 

 “Con una voce come la tua è una vera follia!” esclamerà costernato il suo agente lirico. “È troppo rischioso e con i libri non si mangia!” le diranno altri, mettendola in guardia dal perseguire un’attività generalmente considerata poco redditizia, specie in un’epoca in cui l’immagine sembra essere l’unica cosa che conti. Ma a lei non importa e il coraggio non le fa certo difetto: è disposta anche a rinunciare alla tanto attesa scrittura  per il Festival di Salisburgo, ottenuta durante uno dei suoi concerti in Germania, pur di poter riprendere a scrivere.

Ho imparato che ogni volta che decido qualcosa 
con il cuore aperto,
prendo solitamente la decisione giusta.

– Maya Angelou 

«Sì, col senno di poi, posso dire di aver preso la decisione giusta. Per fortuna c’era stato chi, dopo aver letto i miei libri, mi aveva incoraggiato e sostenuto. Avevo ritrovato la gioia di vivere, la motivazione più profonda.»

E poi, in realtà, il canto non sarà messo da parte per sempre. Tutte le conoscenze tecniche e musicali acquisite durante gli anni tramite lo studio e l’esperienza in palcoscenico, verranno messe al servizio di coloro che aspirano a coltivare la propria voce e intraprendere gli studi di canto.

L’ultimo tassello

Ma la “trasformazione” non è finita qui, manca ancora un importante tassello esistenziale al compiersi della Grande Svolta…

«Eravamo in tre, capitate per caso sotto lo stesso tetto, a Ovest di Milano: io, una giovane grafica e la segretaria di un’agenzia media e ufficio stampa. “Perché tutte e tre non fondiamo una casa editrice?” dice improvvisamente una delle mie coinquiline. “Abbiamo le abilità giuste. Insieme potremmo dare voce a nuovi autori, alcuni di loro hanno un vero talento eppure non riescono a trovare una strada a causa di tutti gli ostacoli che l’editoria tradizionale pone loro…”»

Sembrava un’utopia, una di quelle aspirazioni troppo belle per potersi trasformare in realtà… E invece un bel giorno lo abbiamo fatto davvero. Da un certo punto di vista è stato veramente un azzardo, un salto nel buio. Ma possedevamo volontà, passione ed entusiasmo. Insomma, eravamo folli, questa è la verità!

Siate affamati. Siate folli.
– Steve Jobs

Personalmente non potevo permettermi errori o défaillance. In qualità di direttrice designata del team, studiavo giorno e notte per acquisire tutte le skill dell’editore. Seguivo corsi di formazione, imparavo a tenere la contabilità, divoravo tomi sull’editoria… Quello dell’editore è un mestiere incredibilmente complesso, per affrontare il quale occorrono competenze su competenze. Un lavoro che non termina mai, neppure nei weekend.»

Nemo Editrice (acronimo di Nuove Edizioni Milano Ovest, il cui simbolo è il tigrotto, ispirato alla tigre di William Blake) nasce nel 2006. All’inizio la Casa Editrice pubblicherà nuovi autori, scelti tra i migliori, e una collana dedicata al New Thought. Perché nel frattempo, Carmen, incuriosita da quei fenomeni insoliti che avevano ribaltato la sua esistenza e che continuavano a verificarsi nelle sue esperienze, approfondisce gli studi di metafisica, esoterismo, ipnosi regressiva e Legge dell’Attrazione. Per la  collana di Nemo Editrice dedicata al genere metafisico,  traduce l’opera omnia di Florence Scovel Shinn, autrice storica del movimento New Thought, all’epoca quasi dimenticata. In breve tempo le sue traduzioni si collocano in testa alle classifiche di Amazon e la straordinaria figura di Florence Scovel Shinn ritorna prepotentemente alla ribalta.

Anche i romanzi di Carmen, dapprima rimasti nell’ombra, a partire dal 2014 balzano improvvisamente ai primissimi posti delle classifiche ebook. Nel 2018  Werdenstein si classifica come “il più venduto” su Amazon tra i romanzi storici, nonostante le tematiche forti e talvolta scomode, ma sempre in grado di suscitare profonde emozioni e reazioni nel lettore.

La Profezia dello Scrigno e gli altri romanzi

Nel corso degli anni infatti, oltre al thriller La contessa di Calle, ha preso forma La Profezia dello Scrigno, una serie di romanzi storici ambientata nella prima metà del Novecento, composta da Lo scrigno di Ossian (il libro dei suoi diciott’anni), dal prequel Werdenstein, venuto molti anni dopo, e dal più recente Oblivium.

La saga trae origine dalla passione di Carmen per la storia e per la musica operistica e dai suoi viaggi in Germania, ma anche da una sorta di ispirazione che lei non esita a definire “visionaria”…

La cosa più bella che possiamo sperimentare 
è il mistero;
esso è la sorgente di tutta la vera arte
e la vera scienza.                         


– Albert Einstein

«In realtà io non invento niente. I miei personaggi si presentano sullo schermo della mia mente come in un film già compiuto, potrei quasi dire che vivono di vita propria. A volte, solo dopo avere scritto di luoghi, situazioni e personaggi scopro sorprendenti corrispondenze con la realtà. Io mi limito semplicemente a trascrivere “il mio film”, dandogli una forma letteraria appropriata e verificando attentamente le informazioni. Quella delle ricerche storiche è per me una parte estremamente appassionante del mio lavoro, ci posso mettere anche anni per approfondire da questo punto di vista, come è stato ad esempio per Oblivium, il romanzo più recente della Profezia dello Scrigno.

So che dietro a tutto questo, dietro le tematiche spesso forti e talvolta anche scottanti dei miei libri, c’è un tracciato evolutivo, un significato profondo che dovrò trasmettere al lettore, anche a costo di scioccarlo con la narrazione di determinati personaggi e situazioni: una verità che va ben oltre l’invenzione letteraria. In realtà il vero significato, quello che si cela sotto la superficie, non mi è sempre chiaro fin da subito, anzi all’inizio è spesso nascosto ai miei occhi, ma sono certa che si svelerà gradualmente durante il processo della scrittura, e io per prima dovrò scoprirlo e sperimentarlo sulla mia pelle, lungo un percorso che non è solo quello dei miei personaggi, ma anche quello della mia stessa esistenza.»

Un percorso che continua tuttora, nella vita letteraria come in quella reale, sotto la guida della fede e dell’intuizione, ma anche della determinazione, della volontà e del coraggio nell’affrontare i cambiamenti e le sfide della vita.

Qualunque cosa tu possa fare, 
qualunque sogno tu possa sognare, comincia.

L’audacia reca in sé genialità, forza e magia. 


– Johann Wolfgang von Goethe
Il primo team di Nemo Editrice, durante la presentazione dlla prima edizione de "Lo scrigno di Ossian" a Villa Borromeo Visconti Litta (Lainate - MILANO). Carmen è la seconda da sinistra.